18.1.08

A proposito di Speranza...

Guardate questa scena della Storia Infinita e capirete perchè compare sempre meno nei palinsesti. Le grandi verità dei pupazzi di una volta...

Il dissolversi della nebbia


Ma allora diventa inevitabile la domanda di Pilato: Che cos’è la verità? E come la si riconosce? Se per questo si rimanda alla “ragione pubblica”, come fa Rawls, segue necessariamente ancora la domanda: Che cosa è ragionevole? Come una ragione si dimostra ragione vera? In ogni caso, si rende in base a ciò evidente che, nella ricerca del diritto della libertà, della verità della giusta convivenza devono essere ascoltate istanze diverse rispetto a partiti e gruppi d’interesse, senza con ciò voler minimamente contestare la loro importanza. Torniamo così alla struttura dell’università medievale. Accanto a quella di giurisprudenza c’erano le Facoltà di filosofia e di teologia, a cui era affidata la ricerca sull’essere uomo nella sua totalità e con ciò il compito di tener desta la sensibilità per la verità. Si potrebbe dire addirittura che questo è il senso permanente e vero di ambedue le Facoltà: essere custodi della sensibilità per la verità, non permettere che l’uomo sia distolto dalla ricerca della verità. Ma come possono esse corrispondere a questo compito? Questa è una domanda per la quale bisogna sempre di nuovo affaticarsi e che non è mai posta e risolta definitivamente. Così, a questo punto, neppure io posso offrire propriamente una risposta, ma piuttosto un invito a restare in cammino con questa domanda – in cammino con i grandi che lungo tutta la storia hanno lottato e cercato, con le loro risposte e con la loro inquietudine per la verità, che rimanda continuamente al di là di ogni singola risposta.

Allocuzione del Santo Padre per l'incontro con l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Per il testo completo clicca qui.

16.1.08

Il vitello d'oro


Aronne rispose loro: "Togliete i pendenti d`oro che hanno agli orecchi le vostre mogli e le vostre figlie e portateli a me". Tutto il popolo tolse i pendenti che ciascuno aveva agli orecchi e li portò ad Aronne. Egli li ricevette dalle loro mani e li fece fondere in una forma e ne ottenne un vitello di metallo fuso.


Es 32, 2

Sapienza, un’altra vergogna per l’Italia


I Papi hanno potuto parlare ovunque nel mondo (Cuba, Nicaragua, Turchia, etc.). L’unico posto dove il Papa non può parlare è La Sapienza, un’università fondata, tra l’altro, proprio da un pontefice. Questo mette in evidenza due fatti gravissimi:


1) l’incapacità del governo italiano a garantire la possibilità di espressione sul territorio italiano di un Capo di Stato estero, nonché Vescovo di Roma e guida spirituale di un miliardo di persone. Piccoli gruppi trovano, di fatto, protezioni anche autorevoli nell’impedire ciò che la stragrande maggioranza della gente attende e desidera;

2) la fatiscenza culturale dell’università italiana, per cui un ateneo come La Sapienza rischia di trasformarsi in una “discarica” ideologica.

Come cittadini e come cattolici siamo indignati per quanto avvenuto e siamo addolorati per Benedetto XVI, a cui ci sentiamo ancora più legati, riconoscendo in lui il difensore – in forza della sua fede – della ragione e della libertà.

Comunione e Liberazione
15 gennaio 2008

15.1.08

Presentazione Moratoria sull'Aborto


Sarà, ma un'uomo come questo non si è mai visto nella storia della Repubblica Italiana.
Sfido qualsiasi personaggio pubblico (giornalista o politico che sia) a pronunciare pubblicamente giudizi così chiari e netti su questioni fondamentali come questa.
Un opportunista? Avercene di opportunisti così...

8.1.08

Don Ciccio non sbaglia un colpo


IN NOME DELLA RAGIONE LAICA

Caro direttore - La seguo con simpatia ed amicizia da tempo, ma soprattutto in questo momento sento il bisogno di esprimerle tutta la mia solidarietà, non tanto per la battaglia che sta conducendo a favore di una moratoria dell’aborto, quanto per la difesa della “ragione laica” in essa sottesa. E’, infatti, in nome di ragioni, che “appartengono a chi è dentro e a chi è fuori le mura della chiesa o delle chiese” (cfr. il Foglio, 7 gennaio 2008), supportate anche dalla documentazione che viene dal progresso scientifico, che Lei sta difendendo il “diritto di nascere” di chi, fin dal primo momento del concepimento, non può non essere considerato un vivente umano. Ritengo, pertanto, che dietro la battaglia per la moratoria dell’aborto se ne stia giocando un’altra ancora più decisiva, cioè quella a favore di una ragione comune che stia a fondamento di uno stato democratico. Ha scritto Jürgen Habermas: “L’idea di sé dello stato costituzionale democratico si è sviluppata nel quadro di una tradizione filosofica che si richiama alla ragione ‘naturale’, dunque unicamente ad argomentazioni pubbliche, che pretendono di essere parimenti accessibili a tutte le persone. L’assunzione di una comune ragione umana è il fondamento epistemico della giustificazione di un’autorità statale laica, che non dipende più da legittimazioni religiose” (“Tra scienza e fede”, Laterza, Roma-Bari, 2006, p. 24). Forse questo è il vero motivo per cui questo grande pensatore europeo viene avversato da alcuni laici, o meglio laicisti, italiani. Flores d’Arcais gli ha dedicato l’editoriale dell’ultimo numero di “Micromega” dal titolo “Undici tesi contro Habermas”, nelle quali afferma che la ragione, cui Habermas brucia incenso, non è ragione, ma è teologia: “E’ restaurazione omnipervasiva della teologia contro le conquiste della moderna scepsi critico-empirica”. Ma, negata una comune ragione naturale, perché “contro le conquiste della moderna scepsi critico-empirica”, e quindi la possibilità di una ragione squisitamente laica, su che cosa sarebbe possibile fondare il diritto, se non sulle ragioni del più forte, che potrebbe essere anche una maggioranza democratica?

don Francesco Ventorino, il Foglio, 8 gennaio 2008

21.12.07

La TV e i suoi derivati


La maggiore astuzia del male è la sua trasformazione in dio domestico e discreto, la cui familiare presenza rassicura.

Nicolás Gómez Dávila

(immagine: San Giorgio e il Drago, Jacopo Riva)

18.12.07

L'arte del ragionare/1


Un'intervista al volo a Ferrara della durata di quttro minuti, in cui, con la classe che lo contraddistingue, distilla risposte di cristallina ragionevolezza su divorzio, laicità e libertà.
Disponibile su Radio Radicale cliccando qui.

17.12.07

Follia e grandezza di un presidente


Il 14 dicembre c'è stata una puntata di Otto e Mezzo degna di nota. Il presidente emerito Francesco Cossiga definito da Ferrara "scherzoso, geniale, grande, terribile, formidabile" ne racconta delle belle. Eccone una:

“La Chiesa può perdonare a uno i peccati, ma la devianza dalla dottrina è un’altra cosa; se uno è casto e dice che il sesto comandamento è una sciocchezza, viene colpito in testa molto di più di chi dice: ‘per carità, santo il sesto comandamento’, ma poi fa quello che vuole. Fa più mal danno la violazione di un principio che non una cattiva condotta. Jacques Maritain diceva che la morale, a differenza del diritto, è come un muro invisibile a cui uno va addosso; non ha sanzione immediata, ma poi sente il dolore: gli fa male e fa male agli altri.”

La puntata è disponibile sul sito di Otto e Mezzo e sul podcast di iTunes.

12.12.07

I presepi della chiesa perseguitata


Lunedi 10 dicembre si è tenuta nella basilica della Ghiara a Reggio Emilia la presentazione della mostra “Siate lieti: i presepi della Chiesa perseguitata”, promossa dall’Associazione Arte & Cultura, Confartigianato e Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla e aperta dall’11 dicembre in Battistero e alla Camera di Commercio. Sono intervenuti Giovanni Lindo Ferretti (organizzatore dell'evento), Marina Corradi, don Ubaldo Orlandelli (missionario della Fraternità Sacerdotale S.Carlo Borromeo) e Giuliano Ferrara.